mercoledì 19 novembre 2014

House Of Cards: The winner is...

House Of Cards – Perché iniziare a vederlo?
“A me non piacciono ‘ste robe di politica, intrighi, blablabla,  stile Tutti gli uomini del Presidente, preferisco  Tutti gli uomini del Deficiente  con il commento della Gialappa’s Band” Questo è quello che hai pensato quando l’amico di turno ti ha detto: “Oh, c’è una nuova serie tv sulla Casa Bianca con protagonista Kevin Spacey , che parla di intrighi e potere!”

Sarò l'amico di turno. Dunque, vi dirò in breve perché vedere questa serie TV: ottimo cast, ottima sceneggiatura, interessanti espedienti narrativi, colpi di scena mozzafiato. House of Cards è da medaglia d'oro. 
I motivi sono tanti, ma partiamo dal primo, che è quello principale:

Da Seven

Kevin Spacey: protagonista assoluto, interpreta Frank Underwood, un deputato del Congresso che per ottenere un ruolo politico di spicco sostiene Garrett Walker alla nomina di Presidente degli U.S.A., ma le sue aspettative però vengono deluse, Frank  adirato, inizia così a progettare il suo piano di vendetta..  Trovandosi ad interpretare un personaggio cinico, spietato e machiavellico, Kevin Spacey si conferma  mattatore incontrastato.

Rompere la quarta parete
Oltre alla bravura dell'interprete, ci sono alcuni espedienti narrativi che rendono ancor più piacevole il personaggio: in primis è stato scelto di mostrare i suoi sms in sovrimpressione, poi ancor più efficace è stata la scelta di rompere la quarta parete.  Infatti Underwood interloquisce costantemente con noi spettatori: ci parla, ci strizza l’occhio, ci coinvolge in ogni modo. 
Così House of Cards diventa teatro, noi entriamo nella serie, noi siamo seguaci di Underwood, complici dei suoi misfatti, ed è per questo che facciamo tifo per lui, Spacey ci trascina al suo seguito, ci fa pensare – nonostante tutte le sue malefatte – che il suo personaggio sia nel giusto.
Underwood è il più forte, il più furbo e il più manipolatore, e io spettatore sono l’unico di cui non si sbarazzerà mai, io sono suo complice ancor più della moglie Claire. Perché sua moglie è uno strumento per conquistare il potere, io spettatore, sono la persona che vuole sedurre.
Qui traspare un eco di teatro, io vedo Shakespeare dietro le giacche eleganti e le automobili, House of Cards è il Macbeth degli anni 2010. 
Nel teatro la quarta parete è la parete immaginaria tra il palco e la platea, oggi il termine “rompere la quarta parete” si riferisce anche ad opere scritte (letterarie o fumettistiche) e audiovisive (film, serie tv, cartoni animati, ecc), vediamo alcuni esempi:


Deadpool: raro nel suo genere fumettistico, lui è consapevole di essere un fumetto, e non perde occasione per rivolgersi a noi.


Questo, lo faceva anche Bugs Bunny degustando una bella carota, ma era praticato anche da Malcolm, lo ricordate? 
Gli esempi sono tanti, in questi casi la rottura della quarta parete serve per farci ridere, è più che altro un espediente umoristico.
In House of Cards non è così, Underwood vuole accattivarci, ammaliarci, farci compiacere di ciò che fa, Kevin Spacey ci seduce come si farebbe con una bella donna, quasi come per dire: guarda come sono bravo e carismatico. E' la seduzione del male, il fascino dell'oscuro.
Su questo espediente ci ritorneremo nella parte contenente spoiler.




Gli altri:
Claire & Zoe sono la moglie “fedele” e la mina vagante, altri due validi motivi per vedere questo telefilm. Analizziamo i due personaggi, partendo dalla consorte, che vediamo da giovane nella foto in basso:

Ebbene sì, Claire Underwood non è altro che l’amata Jenny di Forrest Gump, o meglio Robin Wright, o per quelli ancor più nostalgici la protagonista di “La storia fantastica”:


Oggi è così:


A parte la bellezza Robin Wright possiede ben altre doti recitative, che le permettono quasi di eguagliare il finto marito: Claire compie un viaggio interiore nel corso delle prime due stagioni, lei come Frank ha capito che l’amore tra lei e il marito si concretizza nella carriera, nell'ambizione e nel potere. Sono una coppia perfetta, nella quale non esistono problemi, o meglio si appiattiscono d’innanzi alla cooperazione tra i due. La coppia non fa sesso, o almeno non vediamo mai queste scene, loro corrono, uno affianco all'altro, Frank trascina sua moglie con lui, quasi quanto coinvolge noi rompendo la quarta parete. 
Evitando gli spoiler, questo è il minimo che riesco a dire su di lei, passiamo quindi a Zoe.


Mentre nel primo caso abbiamo parlato di una MILF, in questo caso possiamo vedere una ragazza molto graziosa, Kate Mara (già vista nella prima stagione di American Horror Story) che interpreta Zoe Barns, giornalista in cerca di successo, arrembante e aggiungerei un po’ zoccoletta:


Dopo questa immagine estratta dalla prima stagione, riprenderò a parlare di lei nella sezione con spoiler.

Ci tengo però a menzionare un altro paio di personaggi, il primo lo vediamo in basso, è interpretato da un discreto Corey Stoll:


Peter Russo. Dopo tutto quello gli vediamo accadere nella prima stagione, io mi chiedo: si può essere cotanto sfigati?
Non augurerei mai a nessuno di essere un Peter Russo.

Comprimario, sempre al fianco di Frank Underwood, è Doug Postner, il suo uomo più fidato. Andando avanti con la serie scopriamo che non solo Doug è sempre a disposizione per coadiuvare Underwood nella risoluzione delle sue rogne, ma ha anche  “i  cazzi suoi per la testa”,  questi “cazzi” (non propriamente tali) lo destabilizzeranno , ma nonostante ciò, fino alla fine cercherà di aiutare Underwood nelle sue macchinazioni. 
Prima di chiudere questa brevissima carrellata sui personaggi, due minuti vanno dedicati all’attore che lo interpreta Doug: Michael Kelly, un attore caratterista, che a quanto pare è capace di interpretare solo questo ruolo (L’uomo d’acciaio, I Soprano, ecc), in particolare riprende in questo show, come in un copia-incolla, il personaggio di Charlie ne “I Guardiani  del Destino”. Solo in un film lo ricordo diverso: L’alba dei Morti Viventi (2004), dove prova a calarsi nei panni di una burbera guardia giurata (e dove addirittura ha i capelli!).

Prima di entrare nella fase spoiler, aggiungerei alcuni dettagli importanti su questo telefilm:

La domanda è: perché piace? Cosa c’è oltre a Kevin Spacey?  Cosa c’è oltre ad una storia di fondo interessante? Oltre alla recitazione decente degli altri attori e agli espedienti narrativi?
Colpi di scena si, ma colpi di scena quando meno te l’aspetti. Voi direte: “ma i colpi di scena si chiamano così perché sono sempre quando meno te l’aspetti!” E io vi dico di no! Perché in molte sceneggiature “banali” i colpi di scena avvengono sempre i determinati momenti, mai per esempio in una season premiere.
“Sangue” in un telefilm “sulla politica”. Cari ragazzi, questo telefilm è più simile Breaking Bad che a Tutti gli uomini del Deficiente, e ci piace perché fa parte di una generazione di serie TV dove si muore facile, all’improvviso, e specie se si è protagonisti.

Ricordo i morti di Lost (chi non ha visto Lost può non leggere): Boone muore come un idiota (e si era capito), Charlie muore gloriosamente alla fine di una stagione (si era capito), Shannon muore come un’idiota, Libby e Ana Lucia, vengono uccise  (a momenti non le conoscevi),  Locke muore, ma non muore, Jack muore da eroe, Michael si fa saltare in aria, la morte di Sayid è eroica alla fine della serie, si può fare un discorso simile per Sun e Gin. Ma poi che problema c’è? Tanto si rincontrano tutti in chiesa e bla bla bla.

La morte scenica, romantica, sacrificale non va più di moda. Il sacrificio è demodé! La favola non va più, il dramma nudo e crudo è quello che piace oggi alla gente, altrimenti la TV del dolore non esisterebbe. Alla gente piacciono le dirette televisive che narrano di bambini caduti in un pozzo, alla gente piace il morto del giorno in HD (Mario – Maccio Capatonda).
Ed è così che dopo un’epoca di telefilm, nei quali l’innovazione erano flashback, colpi di scena e cliffhanger, è arrivata una nuova generazione di telefilm, il dopo Lost è questo: Game Of Thrones, Breaking Bad, a tratti Boardwalk Empire, House of Cards, Fargo, e in parte il anche il prodotto italiano Gomorra. Telefilm legati da un unico filo conduttore: non esistono protagonisti buoni, esiste solo gente disposta a tutto per compiere il suo destino.  Il dramma c’è ed è palesato, per esempio in Boardwalk Empire, Jimmy Darmody e sua madre Gillian, no vi ricordano Epido e Giocasta (Edipo Re - Sofocle)?
La diffusione di questo genere, sta contagiando anche  serie TV più commerciali come Arrow, che stanno iniziando ad innestare questo nuovo tipo di colpi di scena tragici (basta vedere – mi pare – la terzultima puntata della seconda stagione e la prima della terza).
Ovviamente non si parla di un genere nato in un giorno: I Soprano avevano in parte anticipato tutto ciò, lo stesso Game of Thrones che nasce sulla carta stampata, aveva già come elementi i colpi di scena dilanianti, la promiscuità dei personaggi e la presenza di protagonisti che ami, ma che dovresti odiare. 
Caso a se è rappresentato da The Walking Dead: sia nel telefilm che nel fumetto la gente muore tragicamente, in altri casi viene amputata, si accoppia come bestie, mangia altra gente, stupra e via dicendo.  
Il pathos e la catarsi raggiungono livelli elevati, ma la situazione è diversa:  non si tratta infatti di una sola persona che fa di tutto per arrivare ai propri scopi, ma di un’intera società che è cambiata, non è un “processo di Breaking Bad” individuale, bensì della razza umana, è la sopravvivenza, o meglio è l'involuzione della specie.  Non è normalità alternata a momenti di tensione, bensì tensione costante con intervalli di calma spesso noiosi, nei quali pare non accada niente, il contrario accade invece in un prodotto come Breaking Bad, in tal caso anche quando non succede niente sta succedendo qualcosa.
House Of Cards  è un prodotto che esprime a pieno questo nuovo genere, e per spiegarmi meglio.. Al mio segnale scatenate gli Spoiler!


 SPOILER!!!





Spoiler!!







House Of Card – Perché continuare a vederlo?

In Breaking Bad il protagonista è un brav’uomo che diventa il più spietato dei narcotrafficanti nell’arco di un’intera serie tv. In House of Cards, Frank Underwood è già un politico ricco e potente, non ha un tumore, non ha un figlio malato, potrebbe benissimo assicurarsi i suoi lauti compensi e stare buono, ma Frank è anche già ambizioso e cattivo, ma tu – spettatore – non sai quanta cattiveria aspettarti. Frank Underwood sta in ufficio, usa la giacca ed è rispettato, vive in un contesto totalmente diverso da quello di Tony Soprano o di Nucky Thompson, questi hanno degli imperi economici, ma tutti sanno che sono criminali, vivono tra i criminali, e la maggior parte dei personaggi di contorno sono criminali. Frank Underwood no, è “solo” un politicante.

Ora teoricamente potrei scrivere un testamento sulle prime due stagioni, ma farò tutt’altro.

Subito lo smacco di cui abbiamo parlato all’inizio, Frank Underwood è incazzato nero e giura vendetta. La sua vendetta inizia da lontano, Frank non si mette in discussione, bensì manovra due “marionette”: la giornalista Zoe Barns, usata in ogni modo per influenzare i media a suo favore (un contributo fotografico in questi casi fa sempre piacere)


e il già tristemente citato Peter Russo, uomo politico alcolizzato e fallito, prima rilanciato da Underwood, e poi diventato un parafulmini umano peggio del migliore Fantozzi


La storyline di Peter Russo, purtroppo, non finisce su un tetto, bensì lasciato a morire in un garage:


Diversa è invece la sorte di Zoe Barns, che sopravvive alla prima stagione, anzi, viene erta a possibile “villain” della seconda, ma è proprio quando sei li ad aspettarti che la giornalista dalla chioma rossa si inventi qualcosa per incastrare Underwood, la vediamo finire sotto un treno. 


Per mano di chi? Ovviamente Frank Underwood! Il giocattolo non serve più? Via, sotto un treno!

Per Frank Underwood uccidere una persona è facile come schiacciare una zanzara: Frank non usa armi, riesce ad essere crudele e cinico, ma anche pulito ed efficace. Frank non schiaccia con una mano il castello di carte, bensì si limita ad un soffio o ad un leggero tocco.
Frank conquista tutto e tutti, è veloce ascesa, che lo porta ad essere vice prima e Presidente poi. Underwood riesce a condizionare persone ed eventi, portando il Presidente Walker alle dimissioni, e alla sua consecutiva nomina.
Gli Underwood sono due fenomeni, riesco a dirottare le polemiche e i loro guai su altre persone, riescono a convogliare tutta l’energia negativa che li circonda, canalizzandola contro i propri avversari.
Gli Underwood  sono più di una coppia, gli Underwood sono un Giano Bifronte, metà uomo e metà donna,  o meglio, non uomo e non donna, bensì un ammasso fluido che mira alla conquista.
La coppia pare dividersi nella prima stagione a causa delle storie extraconiugali, lui con Zoe e Claire con il fotografo, ma è una divisione apparente, il nucleo si ricongiunge, e i due amanti ovviamente non se la passeranno più così bene da quel momento in poi.
Arriviamo però, verso la fine della seconda stagione, ad un punto in cui ti chiedi: ora Claire tradirà Frank con la guardia personale? Li vediamo bere e prendersi cura l’uno e dell’altro, poi arriva Frank, e ti chiedi: lo ucciderà ? Lo licenzierà? No, ecco il colpo di scena:

Come direbbe un mio amico:  :-O

Gli Underwood non hanno sesso, sono dei composti di competizione e conquista.  Gli Underwood rinunciano a generare vita, gli Underwood sono macchine programmate per conquistare il potere, gli Underwood sono come sportivi che vogliono vincere una medaglia (onnipresenti la corsa serale e il vogatore come simboli di competizione).
Su questo telefilm c’è tanto da dire, per esempio: le strane ossessioni di Frank, come il vogatore, il plastico con i soldatini o le esasperatissime costolette dell’amico di colore, purtroppo in questo momento non posso inoltrarmi in questi temi, anche perché ci vorrebbe uno studio più approfondito, e bisognerebbe aspettare anche le stagioni successive, quindi mi limito a tornare su un tema che mi è più familiare: la rottura della quarta parete.
Quando guardo una puntata di  un qualsiasi telefilm di sera mentre sono a letto, tendenzialmente può prendermi il sonno, questa cosa con House of Cards non mi è mai successa, indovinate perché?
Paura!
Paura che Frank Underwood potesse voltarsi da un momento all’altro dicendomi: “Ehi ragazzo! Cosa stai facendo?”
Frank Underwood si compiace e ci fa compiacere di ciò che fa, non perde occasione per comunicare con noi,  ricordo solo un episodio particolare accaduto nel corso della prima stagione, voi lo ricordate?
Si tratta della prima volta che uccide, quando tocca al povero Peter Russo, Frank non ci degna di uno sguardo, perché accade ciò? Si vergogna di ciò che ha fatto o semplicemente, per la gravità della cosa mantiene un basso profilo anche nei nostri confronti? A voi le risposte.
Oppure, altro esempio, ricordate la prima puntata della seconda stagione? Quando Frank non ci parla e alla fine ci fa "bubu settete", o meglio ci rassicura dicendo: "Tranquilli, non mi sono scordato di voi!"

Cosa aspettarci dalla terza?


La seconda stagione chiude così: Frank è il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America, appena si insedia alla Casa Bianca ci guarda e da un doppio pugno sulla sua scrivania, lo schermo si fa nero.
Due pugni: è il potere? Anche in questo caso a voi le risposte, io invece mi concedo un po’ di domande: 

Cosa avverrà nella prossima stagione?
- Lucas Goodwin uscirà di prigione e continuerà ad indagare?
- La morte di Doug avrà delle ripercussioni su Frank?
- Chi sarà il prossimo villain? (Oddio, è difficile dirlo quando il protagonista è un essere spietato come lui)
- Frank Underwood riuscirà a muoversi abilmente come faceva prima, oppure ora che è Presidente e tutte le attenzioni saranno focalizzate su di lui, non riuscirà più a compiere i suoi misfatti?
-Abuserà del suo potere?
Su questo potrei azzardare già un si.

A parer mio nel 2015 vedremo un’ottima terza stagione, il successo continuerà, al contrario della poco famosa serie TV targata UK da cui il prodotto di cui abbiamo parlato è tratta:



Epilogo: Aveva ragione Caparezza..

1-      Frank Underwood (nella narrazione) vince perché viene eletto Presidente;
2-      Frank Underwood (come personaggio televisivo)vince perché piace, affascina e trascina gli spettatori nello show;
3-      Kevin Spacey vince perché è bravissimo e regge quello che è quasi un “one man show”



The winner is Kevin Spacey!



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