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mercoledì 31 dicembre 2014

Serie TV: Il peggio e il meglio del 2014


Il 2014 è andato, abbiamo visto tante serie TV,  senza stilare classifiche, ed evitando Spoiler, ecco una rapida carrellata divisa in cinque categorie:





Il nuovo che avanza



True Detective
Serie antologica che ci narra le gesta di due detective ipercazzuti alle prese con una serie di omicidi assurdi. E’ un prodotto magnifico che ci racconta la relazione tra i due protagonisti, l’evolversi di questa negli anni e lo svilupparsi di una potente filosofia di fondo. Ottima la sceneggiatura, la fotografia, protagonisti da Oscar e un sapiente montaggio che alterna flashback a narrazione in prima persona, che poi si svela essere in medias res. Unica "pecca" la lentezza iniziale, comunque necessaria allo sviluppo della trama. Voto 9,5/10

House Of Cards
Si conferma uno dei migliori prodotti in circolazione, nel 2014 abbiamo visto la seconda stagione grazie a Netflix, e breve uscirà la terza. Serie TV eccelsa per svariati motivi, in primis grazie alla caratura del cast, con punta di diamante Kevin Spacey, insomma non parliamo di Costantino Vitagliano in The Lady di Lory Del Santo. Peculiarità di questo telefilm è la rottura della quarta parete da parte del protagonista. Per più informazioni andate qui >> Personalmente non trovo pecche, quindi Voto 10/10

Gomorra
Strano vero? Un prodotto italiano tra le novità di quest'anno. Ovviamente c’è la mano di Sollima, colui che partorì Romanzo Criminale e di SKY (per intenderci, non è una roba di Rai1 con Beppe Fiorello, o una cagata di Mediaset con Gabriel Granchio). Con il libro e il film non c’entra niente, è una trama ex novo, che ricorda molto serie TV americane di nuova generazione come Breaking Bad o House of Cards. Gli attori sono molto bravi, la trama è avvincente, non annoia mai, le aspettative future ci sono, perciò Voto 8,5/10

Fargo
Anche in questo caso, la trama è abbastanza diversa dal celebre film da cui la serie è tratta, il cast è perfetto: Martin Freeman (Watson in Sherlock), Colin Hanks (Roswell, Dexter), Bob Odenkirk (Saul di Breaking Bad) e tanti altri. Un pulp ambientato nella neve che intriga sempre di più. Voto 9/10

The Knick
Se in House of Cards è Kevin Spacey, qui è Clive Owen. La medicina a inizio del 900 non è mai stata così interessante. Non mi sbilancio più di tanto perché nei prossimi giorni ci sarà un post dedicato a questa serie. Voto 8,5/10







L’usato garantito



Boardwalk Empire
Steve Buscemi e soci ci abbandonano definitivamente con una quinta stagione breve che lascia tanto amaro in bocca.. Per una roba più dettagliata vi rimando all’apposito post>> Tutti gli imperi finiscono, anche quello sul Boardwalk è affondato. Voto serie tv: 8,5/10 Voto stagione: 7,5/10 Voto ultimo episodio: 8,5/10

Sons of Anarchy
Amleto su due ruote è andato via. Sono rimasto talmente scosso che non sono riuscito a scrivere un post..  Nel corso delle sette stagioni sono avvenute troppe cose, troppi nemici, troppi intrecci e troppi morti. E’ il telefilm più virile dopo Spartacus che abbia mai visto, ma nel contempo mantiene un pathos da tragedia greca e shakespeariana. Voto serie tv: 8 Voto stagione: 5,5 Voto ultimo episodio:  9/10

Mad Man
E’ John Hamm. Voto 8,5/10

Game of Thrones
La serie più vista ai giorni nostri, ha oltrepassato da molto i confini circoscritti degli amanti del fantasy. Come avete reagito all'esito dello scontro Montagna vs Vipera? E il processo a Tyrion? Avrei voluto non aver letto i libri. Voto 9/10

Black Mirror
Nuovamente John Hamm, ma ovviamente non è solo merito suo. Qui si parla di un marchio, di una garanzia, che ritorna con uno speciale di Natale ansiogeno. La tecnologia ci sta divorando! Voto 9/10








E’ bravo ma non s’impegna..


Dr. Who
Capaldi ha confermato la prestazione che tutti si aspettavano, anche l’attrice che interpreta Missy è stata brava, mentre Clara.. Clara ci ho rotto i coglioni, cosi come Moffat  con le sue storie pietose. Per saperne di più: la stagione, il finale e lo speciale di Natale. Dr Who è la serie delle serie, non si merita stagioni così pessime: Voto 6/10

The Walking Dead
Il 2014 non è stato proprio l’anno di The Walking Dead, pare sia una moda criticare la serie, ma per me come nel caso precedente è una piccola sofferenza assistere a cotanta mediocrità in un prodotto che amo..  Il Governatore è stato sconfitto, il gruppo si disperde, tutti seguono dei binari in cerca di questo leggendario Terminus senza mai incontrarsi. Arrivano a Terminus dopo una trafila di episodi vuoti e ripetitivi, con dei picchi in alcune puntate (Carol vs le bambine vs “i fiori” e Rick che addenta un tipo per difendere Carl), Terminus è il covo dei cannibali,  Terminus sono grandi aspettative deluse, che si riduconoi ad un episodio bellissimo e poi al vuoto, gli strascichi di Terminus vengono chiusi in due/tre episodi, a favore di una story line di merda ambientata in un ospedale che non ha ragion d’essere, e che porta ad una delle morti più stupide di tutti i tempi. Io odio quelli che distruggono questa serie attaccando (per esempio) la recitazione degli attori, ma d’altro canto penso che una serie del genere non deve sputtanarsi così, ergo è indifendibile sotto alcune scelte narrative. Voto 6/10

Sherlock
Aspetti quasi tre anni per vedere questi tre dannati episodi.. Il ritorno di Sherlock, il matrimonio di Watson, l’avvento di Magnussen.. Io mi aspettavo di più, ma si sa, l’impossibile è il pane del buon vecchio Moffat che ci mette il suo zampino! Voto 7,5/10

Penny Dreadful
Eva Green, Josh Hartnett, Timothy Dalton e Billie Piper.. Quanto avranno speso per un cast così?  La serie è stata carina, i personaggi sono ben miscelati tra loro. Ma con questo cast e determinati presupposti si poteva fare molto, molto di più! Speriamo nella seconda stagione. Voto 7/10

Agents of S.H.I.E.L.D.
Sarà che avevo tante aspettative, ma questo telefilm riesco a vederlo a stento: è formato da stagioni troppo lunghe, episodi troppo lunghi, tanta azione, e a parer mio poca sapienza nella scrittura. Fai un telefilm sulla Marvel, mettici qualcosa di più sostanzioso!  Non a caso gli unici episodi che mi sono piaciuti sono stati quelli che si sono intersecati con le vicende di The Avengers. Voto 6/10






Un semplice svago o qualcosa in più?


Arrow
Dio benedica Greg Berlanti. Nasce come telefilm con scarse pretese, un passatempo serale, la proposta è quella di essere una versione verde e per piccolo schermo del Cavaliere Oscuro di Nolan. E' una serie che non osa, ma non si pone limiti, ergo sa fino a che punto osare.
Cresce la qualità e la quantità nel corso delle tre stagioni: inserisce sapientemente personaggi, super poteri e realtà pesanti come Flash e Ra’s al Ghul. Si intreccia con lo spin-off Flash e insieme ci consegnano un crossover fenomenale con un ancor più fenomenale mid season finale, dove vediamo l’arciere smerlando contro l’immortale Ra’s.. Voto 8/10

The Flash
Nasce da una costola di Arrow, ma velocemente l’allievo supera il maestro, la serie ha un rapido successo, una serie episodica, ma che scorre alla svelta e ci delizia con una trama orizzontale che si concretizza man mano. Il velocista scarlatto ovviamente ha un incontro/scontro con Arrow, e come Arrow si è scontrato con Ra's al Ghul, nel devastante finale invernale Flash si scontra il Reverse Flash. Voto 8/10

Gotham
Mi aspettavo di più, non dal protagonista, che ha fatto il suo compitino, ma dalla sceneggiatura, a me ha trasmesso poco, ma alla fine dei conti è difficile fare un Batman senza Batman.  Ottime però le prestazioni degli attori che interpretano Alfred, Bullock e del giovane Pinguino. Con una svolta è un telefilm che può migliorarsi. Voto 5,5/10

Sleepy Hollow
Il protagonista è il motivo essenziale per cui la serie va avanti: un galantuomo dell’età coloniale che lotta contro i Cavalieri dell’Apocalisse e l’alienazione rispetto ad un futuro che non è il suo.
John Noble (Walter di Fringe) entrato nel cast a show iniziato, non ha innalzato più di tanto il livello. Rimane comunque un telefilm godibile senza impegno. Voto 6,5/10

The Musketeers
Anche questo è un prodotto godibile, ma purtroppo ripetitivo e che si perde nell’episodicità. I moschettieri sono ben caratterizzati, e hanno come villain il Cardinale più famoso di Francia, interpretato dal nostro già citato Capaldi. Voto 6/10









Al peggio non c’è mai fine!

WARNING
LA VISIONE DI UNO DEI SEGUENTI TELEFILM PUO’ CAUSARE GRAVI PATOLOGIE, TENERE LONTANO DALLA PORTATA DI BAMBINI E DEBOLI DI CUORE..


Prima di iniziare ci tenevo a dirvi che solo The Lady di Lory Del Santo è peggio di questa roba…

American Horror Story
Un’intera saga basata sul successo di una discreta sigla..
Brividi? Si quelli del ribrezzo. Ma come fa una serie a fare così schifo? La prima stagione era vedibile, la seconda è un conglomerato del genere: Alieni, Killer, Manicomio, Nazisti, Anna Frank, Esorcista, Demonio, Angelo della morte, ecc  Diciamo che era una summa horror, ma nel senso negativo. La terza stagione ha purtroppo una trama (inizialmente) lineare: c'è la congrega di streghe e bisogna trovare la nuova Suprema. Una stagione intera a cercare sta cazzo di Suprema. Orrendo..  La quarta stagione? La quarta stagione adempie al suo compito, la paura e il terrore.. IO HO PAURA DI VEDERE LA QUARTA STAGIONE Voto 3/10

Da Vinci’s Demons
La prima stagione era quasi realistica, omettendo Dracula e Torquemada.. La seconda stagione è una fagiolata in cui c’è un po’ di tutto: scoprono l’America ma vediamo anche Robot e Fantasmi. Ad un tratto in una stanza ci ritroviamo: un mongolo, un Papa, un arabo e un Re di Napoli. Ma che c'azzeccano? Cioè cose da pazzi! E’ più fantasy di Game Of Thrones,  almeno li i draghi hanno ragion d’essere, in questo telefilm niente ha senso..  Voto 4,5/10

Once Upon a Time
La maledizione degli eredi di Lost colpisce ancora, e anche pesantemente. Questo telefilm  è declinato nell’ovvio, nel ripetitivo e nel buonismo assoluto.. Che merda di telefilm! Quanto perbenismo? Ma proprio tanto tanto tanto.. Tanto da mettere in mezzo Frozen, per una metà stagione che se la vede un diabetico muore, e la trama? La trama ASSENTE. Voto 4/10 (Almeno Da Vinci’s Demons ti lascia la curiosità di quante cazzate riescono a mettere in cantiere nella puntata successiva)

Falling Skies
Io voglio bene a questo telefilm, lo seguo da quattro anni, e fortunatamente questo sarà l’ultimo. E’ possibile che Tom Mason riesce a fare qualsiasi cosa? Distrugge astronavi, alieni potentissimi, salva sempre tutti e ne esce illeso.. Nel mentre non perde occasione per fare paternali e diffondere il suo buonismo da Professore di storia. Se prendiamo per esempio il suo corrispettivo Rick in The Walking Dead, vediamo che anche lui riesce a compiere qualsiasi impresa eroica, ma almeno è diventato uno psicopatico, si percepisce che è molto provato dalla situazione, invece il Prof. Mason mantiene la stessa calma con cui gestiva i suoi alunni a scuola. Le scelte narrative? Coraggiose, si come buttarsi in un vulcano attivo. Un telefilm che si rinnova – in peggio – ogni stagione, a ‘sto giro troviamo: un campo di concentramento gestito dagli alieni in modalità balilla, un ghetto nel quale Mason in versione giustiziere mascherato salva tutti e una comunità di pseudo hippy gestita dalla figlia aliena di Mason che è diventata adulta in una puntata. Ovviamente Mason vince anche questa volta, altro che Kevin Spacey. Voto 4/10

UNDER THE DOME
Dio perché permetti queste cose?
Io ho letto il libro The Dome, di Stephen King, la serie è un'altra cosa, prodotta in un universo parallelo dove gli sceneggiatori sono dei demoni sadici che vogliono stuprare moralmente gli spettatori.
Ci sta che in un adattamento televisivo la trama cambia, ma quello che ho visto in questo telefilm, io non l’ho visto mai. E’ la cosa più assurda mai vista nella storia della TV.. Scusate se uso sempre questa webserie come metro di paragone negativo, maThe Lady di Lory Del Santo è molto meglio..  Ragazzi, parliamo di gente  che muore o torna in vita con più facilità che in Dragon Ball, gente che esce ed entra dalla Cupola come se ci fossero le porte girevoli, gente prima buona, poi cattiva, poi buona, poi cattiva.. E poi un uovo luccicante. Uccidetemi, o uccidetelo.. Non so. Trovate un modo per fermare questo abominio, ve lo chiedo con tutto il cuore. Sta serie chi la scrive? Una scimmia cieca indoperuviana con un evidente ritardo mentale e una forte dipendenza da tutte le droghe esistenti sulla faccia della terra? Voto 2/10

La carrellata è finita, quest’anno ci hanno abbandonato serie TV storiche come Sons of Anarchy e Boardwalk Empire, ma sono nati prodotti della stregua di The Knick, True Detective e Fargo. E’ stato anche l’anno della fine di How I met your mother, una delle comedy televisive più amate di tutti i tempi. In Italia abbiamo avuto il successone di Gomorra, il ritorno di Mario e l’esplosione di Lory Del Santo alla regia con la webserie The Lady (Scusate se ribadisco).
 HBO continua a sfornare successi, discorso analogo per Netflix, mentre The CW ci ha deliziato con il piccolo salto di qualità di Arrow e il successo dell’outsider The Flash.
Detto questo vi auguriamo un 2015 pieno di serie TV di qualità, con la speranza che Under The Dome venga cancellata.

Questioni Serie

mercoledì 19 novembre 2014

House Of Cards: The winner is...

House Of Cards – Perché iniziare a vederlo?
“A me non piacciono ‘ste robe di politica, intrighi, blablabla,  stile Tutti gli uomini del Presidente, preferisco  Tutti gli uomini del Deficiente  con il commento della Gialappa’s Band” Questo è quello che hai pensato quando l’amico di turno ti ha detto: “Oh, c’è una nuova serie tv sulla Casa Bianca con protagonista Kevin Spacey , che parla di intrighi e potere!”

Sarò l'amico di turno. Dunque, vi dirò in breve perché vedere questa serie TV: ottimo cast, ottima sceneggiatura, interessanti espedienti narrativi, colpi di scena mozzafiato. House of Cards è da medaglia d'oro. 
I motivi sono tanti, ma partiamo dal primo, che è quello principale:

Da Seven

Kevin Spacey: protagonista assoluto, interpreta Frank Underwood, un deputato del Congresso che per ottenere un ruolo politico di spicco sostiene Garrett Walker alla nomina di Presidente degli U.S.A., ma le sue aspettative però vengono deluse, Frank  adirato, inizia così a progettare il suo piano di vendetta..  Trovandosi ad interpretare un personaggio cinico, spietato e machiavellico, Kevin Spacey si conferma  mattatore incontrastato.

Rompere la quarta parete
Oltre alla bravura dell'interprete, ci sono alcuni espedienti narrativi che rendono ancor più piacevole il personaggio: in primis è stato scelto di mostrare i suoi sms in sovrimpressione, poi ancor più efficace è stata la scelta di rompere la quarta parete.  Infatti Underwood interloquisce costantemente con noi spettatori: ci parla, ci strizza l’occhio, ci coinvolge in ogni modo. 
Così House of Cards diventa teatro, noi entriamo nella serie, noi siamo seguaci di Underwood, complici dei suoi misfatti, ed è per questo che facciamo tifo per lui, Spacey ci trascina al suo seguito, ci fa pensare – nonostante tutte le sue malefatte – che il suo personaggio sia nel giusto.
Underwood è il più forte, il più furbo e il più manipolatore, e io spettatore sono l’unico di cui non si sbarazzerà mai, io sono suo complice ancor più della moglie Claire. Perché sua moglie è uno strumento per conquistare il potere, io spettatore, sono la persona che vuole sedurre.
Qui traspare un eco di teatro, io vedo Shakespeare dietro le giacche eleganti e le automobili, House of Cards è il Macbeth degli anni 2010. 
Nel teatro la quarta parete è la parete immaginaria tra il palco e la platea, oggi il termine “rompere la quarta parete” si riferisce anche ad opere scritte (letterarie o fumettistiche) e audiovisive (film, serie tv, cartoni animati, ecc), vediamo alcuni esempi:


Deadpool: raro nel suo genere fumettistico, lui è consapevole di essere un fumetto, e non perde occasione per rivolgersi a noi.


Questo, lo faceva anche Bugs Bunny degustando una bella carota, ma era praticato anche da Malcolm, lo ricordate? 
Gli esempi sono tanti, in questi casi la rottura della quarta parete serve per farci ridere, è più che altro un espediente umoristico.
In House of Cards non è così, Underwood vuole accattivarci, ammaliarci, farci compiacere di ciò che fa, Kevin Spacey ci seduce come si farebbe con una bella donna, quasi come per dire: guarda come sono bravo e carismatico. E' la seduzione del male, il fascino dell'oscuro.
Su questo espediente ci ritorneremo nella parte contenente spoiler.




Gli altri:
Claire & Zoe sono la moglie “fedele” e la mina vagante, altri due validi motivi per vedere questo telefilm. Analizziamo i due personaggi, partendo dalla consorte, che vediamo da giovane nella foto in basso:

Ebbene sì, Claire Underwood non è altro che l’amata Jenny di Forrest Gump, o meglio Robin Wright, o per quelli ancor più nostalgici la protagonista di “La storia fantastica”:


Oggi è così:


A parte la bellezza Robin Wright possiede ben altre doti recitative, che le permettono quasi di eguagliare il finto marito: Claire compie un viaggio interiore nel corso delle prime due stagioni, lei come Frank ha capito che l’amore tra lei e il marito si concretizza nella carriera, nell'ambizione e nel potere. Sono una coppia perfetta, nella quale non esistono problemi, o meglio si appiattiscono d’innanzi alla cooperazione tra i due. La coppia non fa sesso, o almeno non vediamo mai queste scene, loro corrono, uno affianco all'altro, Frank trascina sua moglie con lui, quasi quanto coinvolge noi rompendo la quarta parete. 
Evitando gli spoiler, questo è il minimo che riesco a dire su di lei, passiamo quindi a Zoe.


Mentre nel primo caso abbiamo parlato di una MILF, in questo caso possiamo vedere una ragazza molto graziosa, Kate Mara (già vista nella prima stagione di American Horror Story) che interpreta Zoe Barns, giornalista in cerca di successo, arrembante e aggiungerei un po’ zoccoletta:


Dopo questa immagine estratta dalla prima stagione, riprenderò a parlare di lei nella sezione con spoiler.

Ci tengo però a menzionare un altro paio di personaggi, il primo lo vediamo in basso, è interpretato da un discreto Corey Stoll:


Peter Russo. Dopo tutto quello gli vediamo accadere nella prima stagione, io mi chiedo: si può essere cotanto sfigati?
Non augurerei mai a nessuno di essere un Peter Russo.

Comprimario, sempre al fianco di Frank Underwood, è Doug Postner, il suo uomo più fidato. Andando avanti con la serie scopriamo che non solo Doug è sempre a disposizione per coadiuvare Underwood nella risoluzione delle sue rogne, ma ha anche  “i  cazzi suoi per la testa”,  questi “cazzi” (non propriamente tali) lo destabilizzeranno , ma nonostante ciò, fino alla fine cercherà di aiutare Underwood nelle sue macchinazioni. 
Prima di chiudere questa brevissima carrellata sui personaggi, due minuti vanno dedicati all’attore che lo interpreta Doug: Michael Kelly, un attore caratterista, che a quanto pare è capace di interpretare solo questo ruolo (L’uomo d’acciaio, I Soprano, ecc), in particolare riprende in questo show, come in un copia-incolla, il personaggio di Charlie ne “I Guardiani  del Destino”. Solo in un film lo ricordo diverso: L’alba dei Morti Viventi (2004), dove prova a calarsi nei panni di una burbera guardia giurata (e dove addirittura ha i capelli!).

Prima di entrare nella fase spoiler, aggiungerei alcuni dettagli importanti su questo telefilm:

La domanda è: perché piace? Cosa c’è oltre a Kevin Spacey?  Cosa c’è oltre ad una storia di fondo interessante? Oltre alla recitazione decente degli altri attori e agli espedienti narrativi?
Colpi di scena si, ma colpi di scena quando meno te l’aspetti. Voi direte: “ma i colpi di scena si chiamano così perché sono sempre quando meno te l’aspetti!” E io vi dico di no! Perché in molte sceneggiature “banali” i colpi di scena avvengono sempre i determinati momenti, mai per esempio in una season premiere.
“Sangue” in un telefilm “sulla politica”. Cari ragazzi, questo telefilm è più simile Breaking Bad che a Tutti gli uomini del Deficiente, e ci piace perché fa parte di una generazione di serie TV dove si muore facile, all’improvviso, e specie se si è protagonisti.

Ricordo i morti di Lost (chi non ha visto Lost può non leggere): Boone muore come un idiota (e si era capito), Charlie muore gloriosamente alla fine di una stagione (si era capito), Shannon muore come un’idiota, Libby e Ana Lucia, vengono uccise  (a momenti non le conoscevi),  Locke muore, ma non muore, Jack muore da eroe, Michael si fa saltare in aria, la morte di Sayid è eroica alla fine della serie, si può fare un discorso simile per Sun e Gin. Ma poi che problema c’è? Tanto si rincontrano tutti in chiesa e bla bla bla.

La morte scenica, romantica, sacrificale non va più di moda. Il sacrificio è demodé! La favola non va più, il dramma nudo e crudo è quello che piace oggi alla gente, altrimenti la TV del dolore non esisterebbe. Alla gente piacciono le dirette televisive che narrano di bambini caduti in un pozzo, alla gente piace il morto del giorno in HD (Mario – Maccio Capatonda).
Ed è così che dopo un’epoca di telefilm, nei quali l’innovazione erano flashback, colpi di scena e cliffhanger, è arrivata una nuova generazione di telefilm, il dopo Lost è questo: Game Of Thrones, Breaking Bad, a tratti Boardwalk Empire, House of Cards, Fargo, e in parte il anche il prodotto italiano Gomorra. Telefilm legati da un unico filo conduttore: non esistono protagonisti buoni, esiste solo gente disposta a tutto per compiere il suo destino.  Il dramma c’è ed è palesato, per esempio in Boardwalk Empire, Jimmy Darmody e sua madre Gillian, no vi ricordano Epido e Giocasta (Edipo Re - Sofocle)?
La diffusione di questo genere, sta contagiando anche  serie TV più commerciali come Arrow, che stanno iniziando ad innestare questo nuovo tipo di colpi di scena tragici (basta vedere – mi pare – la terzultima puntata della seconda stagione e la prima della terza).
Ovviamente non si parla di un genere nato in un giorno: I Soprano avevano in parte anticipato tutto ciò, lo stesso Game of Thrones che nasce sulla carta stampata, aveva già come elementi i colpi di scena dilanianti, la promiscuità dei personaggi e la presenza di protagonisti che ami, ma che dovresti odiare. 
Caso a se è rappresentato da The Walking Dead: sia nel telefilm che nel fumetto la gente muore tragicamente, in altri casi viene amputata, si accoppia come bestie, mangia altra gente, stupra e via dicendo.  
Il pathos e la catarsi raggiungono livelli elevati, ma la situazione è diversa:  non si tratta infatti di una sola persona che fa di tutto per arrivare ai propri scopi, ma di un’intera società che è cambiata, non è un “processo di Breaking Bad” individuale, bensì della razza umana, è la sopravvivenza, o meglio è l'involuzione della specie.  Non è normalità alternata a momenti di tensione, bensì tensione costante con intervalli di calma spesso noiosi, nei quali pare non accada niente, il contrario accade invece in un prodotto come Breaking Bad, in tal caso anche quando non succede niente sta succedendo qualcosa.
House Of Cards  è un prodotto che esprime a pieno questo nuovo genere, e per spiegarmi meglio.. Al mio segnale scatenate gli Spoiler!


 SPOILER!!!





Spoiler!!







House Of Card – Perché continuare a vederlo?

In Breaking Bad il protagonista è un brav’uomo che diventa il più spietato dei narcotrafficanti nell’arco di un’intera serie tv. In House of Cards, Frank Underwood è già un politico ricco e potente, non ha un tumore, non ha un figlio malato, potrebbe benissimo assicurarsi i suoi lauti compensi e stare buono, ma Frank è anche già ambizioso e cattivo, ma tu – spettatore – non sai quanta cattiveria aspettarti. Frank Underwood sta in ufficio, usa la giacca ed è rispettato, vive in un contesto totalmente diverso da quello di Tony Soprano o di Nucky Thompson, questi hanno degli imperi economici, ma tutti sanno che sono criminali, vivono tra i criminali, e la maggior parte dei personaggi di contorno sono criminali. Frank Underwood no, è “solo” un politicante.

Ora teoricamente potrei scrivere un testamento sulle prime due stagioni, ma farò tutt’altro.

Subito lo smacco di cui abbiamo parlato all’inizio, Frank Underwood è incazzato nero e giura vendetta. La sua vendetta inizia da lontano, Frank non si mette in discussione, bensì manovra due “marionette”: la giornalista Zoe Barns, usata in ogni modo per influenzare i media a suo favore (un contributo fotografico in questi casi fa sempre piacere)


e il già tristemente citato Peter Russo, uomo politico alcolizzato e fallito, prima rilanciato da Underwood, e poi diventato un parafulmini umano peggio del migliore Fantozzi


La storyline di Peter Russo, purtroppo, non finisce su un tetto, bensì lasciato a morire in un garage:


Diversa è invece la sorte di Zoe Barns, che sopravvive alla prima stagione, anzi, viene erta a possibile “villain” della seconda, ma è proprio quando sei li ad aspettarti che la giornalista dalla chioma rossa si inventi qualcosa per incastrare Underwood, la vediamo finire sotto un treno. 


Per mano di chi? Ovviamente Frank Underwood! Il giocattolo non serve più? Via, sotto un treno!

Per Frank Underwood uccidere una persona è facile come schiacciare una zanzara: Frank non usa armi, riesce ad essere crudele e cinico, ma anche pulito ed efficace. Frank non schiaccia con una mano il castello di carte, bensì si limita ad un soffio o ad un leggero tocco.
Frank conquista tutto e tutti, è veloce ascesa, che lo porta ad essere vice prima e Presidente poi. Underwood riesce a condizionare persone ed eventi, portando il Presidente Walker alle dimissioni, e alla sua consecutiva nomina.
Gli Underwood sono due fenomeni, riesco a dirottare le polemiche e i loro guai su altre persone, riescono a convogliare tutta l’energia negativa che li circonda, canalizzandola contro i propri avversari.
Gli Underwood  sono più di una coppia, gli Underwood sono un Giano Bifronte, metà uomo e metà donna,  o meglio, non uomo e non donna, bensì un ammasso fluido che mira alla conquista.
La coppia pare dividersi nella prima stagione a causa delle storie extraconiugali, lui con Zoe e Claire con il fotografo, ma è una divisione apparente, il nucleo si ricongiunge, e i due amanti ovviamente non se la passeranno più così bene da quel momento in poi.
Arriviamo però, verso la fine della seconda stagione, ad un punto in cui ti chiedi: ora Claire tradirà Frank con la guardia personale? Li vediamo bere e prendersi cura l’uno e dell’altro, poi arriva Frank, e ti chiedi: lo ucciderà ? Lo licenzierà? No, ecco il colpo di scena:

Come direbbe un mio amico:  :-O

Gli Underwood non hanno sesso, sono dei composti di competizione e conquista.  Gli Underwood rinunciano a generare vita, gli Underwood sono macchine programmate per conquistare il potere, gli Underwood sono come sportivi che vogliono vincere una medaglia (onnipresenti la corsa serale e il vogatore come simboli di competizione).
Su questo telefilm c’è tanto da dire, per esempio: le strane ossessioni di Frank, come il vogatore, il plastico con i soldatini o le esasperatissime costolette dell’amico di colore, purtroppo in questo momento non posso inoltrarmi in questi temi, anche perché ci vorrebbe uno studio più approfondito, e bisognerebbe aspettare anche le stagioni successive, quindi mi limito a tornare su un tema che mi è più familiare: la rottura della quarta parete.
Quando guardo una puntata di  un qualsiasi telefilm di sera mentre sono a letto, tendenzialmente può prendermi il sonno, questa cosa con House of Cards non mi è mai successa, indovinate perché?
Paura!
Paura che Frank Underwood potesse voltarsi da un momento all’altro dicendomi: “Ehi ragazzo! Cosa stai facendo?”
Frank Underwood si compiace e ci fa compiacere di ciò che fa, non perde occasione per comunicare con noi,  ricordo solo un episodio particolare accaduto nel corso della prima stagione, voi lo ricordate?
Si tratta della prima volta che uccide, quando tocca al povero Peter Russo, Frank non ci degna di uno sguardo, perché accade ciò? Si vergogna di ciò che ha fatto o semplicemente, per la gravità della cosa mantiene un basso profilo anche nei nostri confronti? A voi le risposte.
Oppure, altro esempio, ricordate la prima puntata della seconda stagione? Quando Frank non ci parla e alla fine ci fa "bubu settete", o meglio ci rassicura dicendo: "Tranquilli, non mi sono scordato di voi!"

Cosa aspettarci dalla terza?


La seconda stagione chiude così: Frank è il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America, appena si insedia alla Casa Bianca ci guarda e da un doppio pugno sulla sua scrivania, lo schermo si fa nero.
Due pugni: è il potere? Anche in questo caso a voi le risposte, io invece mi concedo un po’ di domande: 

Cosa avverrà nella prossima stagione?
- Lucas Goodwin uscirà di prigione e continuerà ad indagare?
- La morte di Doug avrà delle ripercussioni su Frank?
- Chi sarà il prossimo villain? (Oddio, è difficile dirlo quando il protagonista è un essere spietato come lui)
- Frank Underwood riuscirà a muoversi abilmente come faceva prima, oppure ora che è Presidente e tutte le attenzioni saranno focalizzate su di lui, non riuscirà più a compiere i suoi misfatti?
-Abuserà del suo potere?
Su questo potrei azzardare già un si.

A parer mio nel 2015 vedremo un’ottima terza stagione, il successo continuerà, al contrario della poco famosa serie TV targata UK da cui il prodotto di cui abbiamo parlato è tratta:



Epilogo: Aveva ragione Caparezza..

1-      Frank Underwood (nella narrazione) vince perché viene eletto Presidente;
2-      Frank Underwood (come personaggio televisivo)vince perché piace, affascina e trascina gli spettatori nello show;
3-      Kevin Spacey vince perché è bravissimo e regge quello che è quasi un “one man show”



The winner is Kevin Spacey!



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